Iconografia

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«Egli è l’immagine del Dio invisibile.»

Col 1,15

L’icona

L’icona esprime in figura l’esperienza e la relazione con l’ineffabilità di Dio che svela la verità dell’uomo. Per questo il luogo della presenza vivente dell’icona è il Tempio: lo spazio della presenza dell’Altissimo; e la Liturgia: lo spazio in cui l’icona manifesta pienamente il suo senso: rendere presente l’essenziale, invitando tutti a renderlo consapevolmente presente nella propria vita. Infatti, l’icona non è solo un dipinto, o una pittura su tavola. È molto di più: è un’immagine dossologica, che canta la gloria di Dio; è uno strumento di preghiera, che veicola la grazia santificante; è un’immagine liturgica, che riceve un ruolo, un posto, dei gesti, nell’azione della preghiera pubblica; è un’immagine cultuale, perché mette in comunione il fedele con il prototipo che presenta, e all’archetipo che è in cielo; è un’immagine simbolica, perché attraverso dei segni rivela altre realtà; è un’immagine canonica, perché sostenuta dai Padri della Chiesa; è un’immagine escatologica, perché invita tutti a considerare la meta del pellegrinaggio terreno: il Regno dei cieli; è un’immagine anagogica, perché stimola a procedere verso le altezze di Dio; è un’immagine popolare, perché rivolta a tutti e da tutti facilmente comprensibile; è un’immagine storica, perché ha un percorso che s’intreccia con la vita dei popoli che l’hanno prodotta, ed è autentica espressione del loro “sentire” e “vivere” la fede; è un’immagine pedagogica, perché insegna all’uomo come crescere nel proprio rapporto con Dio e con i fratelli; è un’immagine di comunione, perché partendo dal Cristo, nostra pace, invita a ricercare la comunione con Dio; è un’immagine mistica, perché si pone tra la persona in essa celata e chi la osserva; diventando così il veicolo di una presenza avvertita, sebbene non definita; è un’immagine ascetica, perché tende a riorientare ogni attività dell’uomo verso il mistero di Dio, creatore e salvatore del mondo.

Iconografia

L’iconografia è la scrittura di un’immagine – con segni e colori – di ciò che si trova già scritto nella Sacra Scrittura e ciò che la Chiesa ha elaborato nel corso dei secoli nella teologia. Riscrive, in quanto si pone come un’immagine analogica, e in spirito di obbedienza ripropone le verità rivelate fondate sull’Incarnazione di Cristo.

L’icona è arte sacra, staccata dal tempo e dalle sue molteplici esigenze, adatta a esprimere in termini autenticamente ecclesiali – con un contenuto teologico e con forme simboliche appropriate – il messaggio cristiano, che sola può dirsi liturgica e cultuale: è l’unica arte che permette, senza mediazioni, il più genuino incontro tra l’uomo e Dio.

L’iconografo

L’iconografo, consapevole di compiere un servizio ecclesiale, si consegna a una doppia obbedienza: alla Parola e alla Chiesa.

Nel cammino personale l’iconografo cura di crescere in entrambi i percorsi – quello spirituale e quello tecnico – teso sempre a far emergere con la sua opera, per quanto gli è possibile, la vera Bellezza.

La tecnica

Le icone si scrivono adoperando materiali naturali: legno, tela, gesso, colla di coniglio, colori in polvere – terre naturali e pietre preziose – , tuorlo d’uovo, vino, foglia d’oro. Tutti elementi della pittura antica recuperati per due motivi fondamentali:

  • un significato simbolico, che verrebbe a mancare se venissero sostituiti con materiali e prodotti moderni;
  • massima potenzialità degli stessi materiali non ottenibili con altri prodotti, il più delle volte sintetici, quindi privi di vita e di luce. La bontà degli ingredienti utilizzati permette a queste pitture di durare nei secoli e di mantenere inalterata la luce materializzatavisi e presente.

L’icona di misura

L’icona di misura è un’icona che si dona nel giorno del Battesimo, raffigurante il santo protettore, a figura intera, della persona che la riceve. La particolarità è che è dipinta su una tavola che misura quanto la persona stessa alla nascita. Tra la persona e l’icona, quindi, si stabilisce così un doppio legame, fisico e spirituale.

Infatti, mentre la tavola conserva la misura della statura di partenza del cammino di crescita fisica del bambino, il santo protettore – generalmente quello di cui si porta il nome – indica un orientamento per la crescita spirituale della persona sulla via della fede in Cristo, cammino che prosegue per tutta la vita. Il dono dell’icona di misura è fatto dalle persone più vicine: genitori, padrini, parenti stretti, con l’intenzione d’impetrare – mediante l’intercessione del santo patrono – la protezione di Dio sulla vita del bambino.

Cristo Pantocratorcristo-pantocrator-DETT2
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«Egli è l’immagine del Dio invisibile.»

Col 1,15

Iconografia

L’iconografia è la scrittura di un’immagine – con segni e colori – di ciò che si trova già scritto nella Sacra Scrittura e ciò che la Chiesa ha elaborato nel corso dei secoli nella teologia. Riscrive, in quanto si pone come un’immagine analogica, e in spirito di obbedienza ripropone le verità rivelate fondate sull’Incarnazione di Cristo.

L’icona è arte sacra, staccata dal tempo e dalle sue molteplici esigenze, adatta a esprimere in termini autenticamente ecclesiali – con un contenuto teologico e con forme simboliche appropriate – il messaggio cristiano, che sola può dirsi liturgica e cultuale: è l’unica arte che permette, senza mediazioni, il più genuino incontro tra l’uomo e Dio.

L’iconografo

L’iconografo, consapevole di compiere un servizio ecclesiale, si consegna a una doppia obbedienza: alla Parola e alla Chiesa.

Nel cammino personale l’iconografo cura di crescere in entrambi i percorsi – quello spirituale e quello tecnico – teso sempre a far emergere con la sua opera, per quanto gli è possibile, la vera Bellezza.

La tecnica

Le icone si scrivono adoperando materiali naturali: legno, tela, gesso, colla di coniglio, colori in polvere – terre naturali e pietre preziose – , tuorlo d’uovo, vino, foglia d’oro. Tutti elementi della pittura antica recuperati per due motivi fondamentali:

  • un significato simbolico, che verrebbe a mancare se venissero sostituiti con materiali e prodotti moderni;
  • massima potenzialità degli stessi materiali non ottenibili con altri prodotti, il più delle volte sintetici, quindi privi di vita e di luce. La bontà degli ingredienti utilizzati permette a queste pitture di durare nei secoli e di mantenere inalterata la luce materializzatavisi e presente.

L’icona

L’icona esprime in figura l’esperienza e la relazione con l’ineffabilità di Dio che svela la verità dell’uomo. Per questo il luogo della presenza vivente dell’icona è il Tempio: lo spazio della presenza dell’Altissimo; e la Liturgia: lo spazio in cui l’icona manifesta pienamente il suo senso: rendere presente l’essenziale, invitando tutti a renderlo consapevolmente presente nella propria vita. Infatti, l’icona non è solo un dipinto, o una pittura su tavola. È molto di più: è un’immagine dossologica, che canta la gloria di Dio; è uno strumento di preghiera, che veicola la grazia santificante; è un’immagine liturgica, che riceve un ruolo, un posto, dei gesti, nell’azione della preghiera pubblica; è un’immagine cultuale, perché mette in comunione il fedele con il prototipo che presenta, e all’archetipo che è in cielo; è un’immagine simbolica, perché attraverso dei segni rivela altre realtà; è un’immagine canonica, perché sostenuta dai Padri della Chiesa; è un’immagine escatologica, perché invita tutti a considerare la meta del pellegrinaggio terreno: il Regno dei cieli; è un’immagine anagogica, perché stimola a procedere verso le altezze di Dio; è un’immagine popolare, perché rivolta a tutti e da tutti facilmente comprensibile; è un’immagine storica, perché ha un percorso che s’intreccia con la vita dei popoli che l’hanno prodotta, ed è autentica espressione del loro “sentire” e “vivere” la fede; è un’immagine pedagogica, perché insegna all’uomo come crescere nel proprio rapporto con Dio e con i fratelli; è un’immagine di comunione, perché partendo dal Cristo, nostra pace, invita a ricercare la comunione con Dio; è un’immagine mistica, perché si pone tra la persona in essa celata e chi la osserva; diventando così il veicolo di una presenza avvertita, sebbene non definita; è un’immagine ascetica, perché tende a riorientare ogni attività dell’uomo verso il mistero di Dio, creatore e salvatore del mondo.

L’icona di misura

L’icona di misura è un’icona che si dona nel giorno del Battesimo, raffigurante il santo protettore, a figura intera, della persona che la riceve. La particolarità è che è dipinta su una tavola che misura quanto la persona stessa alla nascita. Tra la persona e l’icona, quindi, si stabilisce così un doppio legame, fisico e spirituale.

Infatti, mentre la tavola conserva la misura della statura di partenza del cammino di crescita fisica del bambino, il santo protettore – generalmente quello di cui si porta il nome – indica un orientamento per la crescita spirituale della persona sulla via della fede in Cristo, cammino che prosegue per tutta la vita. Il dono dell’icona di misura è fatto dalle persone più vicine: genitori, padrini, parenti stretti, con l’intenzione d’impetrare – mediante l’intercessione del santo patrono – la protezione di Dio sulla vita del bambino.

  • «Guadagnarsi il pane lavorando con tranquillità»
    2 Ts 3,12
  • «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.»
    Gv 15,12
  • «Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi»
    Gv 15,16
  • «Erano perseveranti nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere»
    At 2,42
  • «Prendete il mio giogo sopra di voi»
    Mt 11,29
  • «Sorse Elia profeta, come un fuoco; la sua parola bruciava come fiaccola»
    Sir 48,1
  • «Indossate l'armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue»
    Ef 6,11-12
  • «Io vi ho condotti in una terra che è un giardino, perché ne mangiaste i frutti e i prodotti»
    Ger 2,7
  • «Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto»
    Gv 15,7
  • «Se davvero gli avete dato ascolto e se in lui siete stati istruiti, secondo la verità che è in Gesù, ad abbandonare con la sua condotta di prima, l'uomo vecchio che si corrompe seguendo le passioni ingannevoli»
    Ef 4,21-24
  • «Non vivo più io, ma Cristo vive in me»
    Gal 2,20
  • «Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vita, così neanche voi se non rimanete in me»
    Gv 15,4
  • «Berrai dal torrente e i corvi per mio comando ti porteranno da mangiare»
    1 Re 17,4
  • «"Figlio dell'uomo... apri la bocca e mangia ciò che io ti do"... Io lo mangiai: fu per la mia bocca dolce come il miele»
    Ez 2,8-3,3
  • «Nel deserto preparate la via al Signore, spianate nella steppa la strada per il nostro Dio»
    Is 40,3
  • «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi,non passare oltre senza fermarti dal tuo servo»
    Gen 18,3
  • «Ti condurrei, ti introdurrei nella casa di mia madre; tu mi inizieresti all'arte dell'amore»
    Ct 8,2
  • «Chi potrà salire il monte te Signore? Chi potrà stare nel suo luogo santo?»
  • «Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi»
    Ef 5,1
  • «La rivelazione delle tue parole illumina, dona intelligenza ai semplici»
    Sal 119,130
  • «Il viaggio continua...»
  • «Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria la madre di Gesù»
    At 1,14
  • «Stabilirò la mia dimora in mezzo a voi e non vi respingerò. Camminerò in mezzo a voi, sarò vostro Dio e voi sarete mio popolo»
    Lv 26,11-12
  • «Rimanete in me.»
    Gv 15,4