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«Erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere.»

At 2,42

Cenni storici

Dall’antico “tronco”, accanto al “ramo maschile” è germogliato quello femminile in un processo spontaneo e graduale fin dal sec. XIII, quando con la diffusione dell’Ordine in Europa, molti laici si sono aggregati ai conventi carmelitani e fra loro alcune donne, volendone condividere pienamente la spiritualità, hanno costituito piccole comunità legandosi con gli stessi vincoli dei religiosi. Il 7 ottobre 1452, il papa Nicolò V con la bolla «Cum nulla» approvava una situazione di fatto, e poneva le basi per un ordinato sviluppo del Carmelo femminile, che presto si arricchì di grandi figure di donne, quali la b. Francesca d’Amboise (+ 1425), la b. Giovanna Scopelli (+ 1491), la b. Arcangela Girlani (+ 1495), S. Teresa di Gesù (+ 1582), S. Maria Maddalena de’ Pazzi (+ 1607).

La prima fondò in Francia i primi monasteri femminili con l’approvazione e la collaborazione del priore Generale, il beato Jean Soreth. La nostra comunità riconosce la sua ”più prossima radice” in S. Maria Maddalena de’ Pazzi. Il nostro monastero, edificato su un appezzamento di terreno coltivato a viti, donato dal sac. Francesco Motta, è stato inaugurato il 27 luglio 1960. Le prime Carmelitane – provenienti dal Carmelo di Vetralla (VT), con l’approvazione del card. Domenico Tardini, allora Segretario di Stato Vaticano e con la benedizione di papa Giovanni XXIII, che le ricevette in udienza privata, la mattina del 18 luglio 1960 – ai piedi dell’Etna, costituirono le prime “forti radici” del Carmelo in Sicilia.

  • «Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi»
    Ef 5,1
  • «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi,non passare oltre senza fermarti dal tuo servo»
    Gen 18,3
  • «"Figlio dell'uomo... apri la bocca e mangia ciò che io ti do"... Io lo mangiai: fu per la mia bocca dolce come il miele»
    Ez 2,8-3,3
  • «Prendete il mio giogo sopra di voi»
    Mt 11,29
  • «Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vita, così neanche voi se non rimanete in me»
    Gv 15,4
  • «Indossate l'armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue»
    Ef 6,11-12
  • «Nel deserto preparate la via al Signore, spianate nella steppa la strada per il nostro Dio»
    Is 40,3
  • «Stabilirò la mia dimora in mezzo a voi e non vi respingerò. Camminerò in mezzo a voi, sarò vostro Dio e voi sarete mio popolo»
    Lv 26,11-12
  • «Rimanete in me.»
    Gv 15,4
  • «Io vi ho condotti in una terra che è un giardino, perché ne mangiaste i frutti e i prodotti»
    Ger 2,7
  • «Ti condurrei, ti introdurrei nella casa di mia madre; tu mi inizieresti all'arte dell'amore»
    Ct 8,2
  • «La rivelazione delle tue parole illumina, dona intelligenza ai semplici»
    Sal 119,130
  • «Erano perseveranti nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere»
    At 2,42
  • «Non vivo più io, ma Cristo vive in me»
    Gal 2,20
  • «Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi»
    Gv 15,16
  • «Berrai dal torrente e i corvi per mio comando ti porteranno da mangiare»
    1 Re 17,4
  • «Guadagnarsi il pane lavorando con tranquillità»
    2 Ts 3,12
  • «Sorse Elia profeta, come un fuoco; la sua parola bruciava come fiaccola»
    Sir 48,1
  • «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.»
    Gv 15,12
  • «Se davvero gli avete dato ascolto e se in lui siete stati istruiti, secondo la verità che è in Gesù, ad abbandonare con la sua condotta di prima, l'uomo vecchio che si corrompe seguendo le passioni ingannevoli»
    Ef 4,21-24
  • «Il viaggio continua...»
  • «Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria la madre di Gesù»
    At 1,14
  • «Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto»
    Gv 15,7
  • «Chi potrà salire il monte te Signore? Chi potrà stare nel suo luogo santo?»