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«La parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori.»

Regola 19

Lectio

La lettura necessita di grande attenzione e di totale disponibilità dinanzi a Dio che parla: «Tu fermati un momento, perché ti possa comunicare la parola di Dio» (1 Sam 9,27).
È ascoltare e accogliere Dio che parla, ma spesso non prestiamo la dovuta attenzione. Ascoltare il Signore con un’attiva disponibilità è principio elevante di una parola eccelsa, superiore, suscitata dallo Spirito di Dio, che parla di Dio e che porta a Dio.

Meditatio

La meditazione è un paziente e diligente lavoro di assimilazione, di analisi e di approfondimento e presuppone una vibrante capacità di riflessione e d’interiorizzazione per modellare pensieri, sentimenti e vita: «Poni le sue parole nel tuo cuore» (Gb 22,22).
È permettere a Dio di modellare la nostra vita su quella del Figlio amato, per parteciparci l’essere figli nel Figlio mediante un rapporto personale concretizzato nell’amore e inaugurato e vissuto da Gesù come assoluta novità di vita che consente di assumere lo stesso pensare, il medesimo sentire, l’identico volere di Cristo Gesù che dona lo Spirito senza misura che ci rende figli nell’eterno Figlio.

Oratio

La preghiera è colloquio con Dio; è ridire a Dio la sua stessa Parola che, pertanto, non è solo al centro dell’ascolto ma è anche al centro della risposta, in rendimento di grazie.
È e dev’essere tutta ispirata e plasmata dalla parola di Dio perché è colloquio con Dio; è ridire a Dio la sua stessa Parola.

Lectio divina

L’ascolto orante della Parola mediante la lectio divina è uno dei luoghi privilegiati per incontrare il volto di Dio. Si tratta di frequentare con assiduità e disciplina, e in modo sistematico, tutta la Parola di Dio, con una lettura costante e continua, personale e comunitaria, disponendo progressivamente il cuore all’ascolto umile e amante della Parola, alla sua custodia vigile e alla sua obbedienza operosa, tesa a ricercare con vivo desiderio il volto di Dio.
Origene così esorta: «Dedicati alla lectio delle Scritture divine; applicati a questo con perseveranza… Impegnati nella lectio con l’intenzione di credere e di piacere a Dio… Applicandoti così alla lectio divina cerca con lealtà e fiducia incrollabile in Dio il senso delle Scritture divine, che in essi si cela con grande ampiezza».

Attraverso la lectio divina ognuno è chiamato a un incontro personale e appassionante con l’inesauribile mistero di Dio che scuote, interpella, provoca, incanta e che si rivela come l’assolutamente differente rispetto a questo mondo: il solo, l’oltre e il nuovo: il totalmente Altro, verso cui muove profondo il nostro inquieto anelito. A quest’incessante ed elevante bisogno di Dio, Dio sovviene discendendo verso l’uomo, con la sua Parola che è rivelazione in atto, rivelante il rivelarsi di Dio.
Il Concilio Vaticano II raccomanda la lettura della Parola di Dio ed esorta ad apprendere la «sublimità della conoscenza di Cristo Gesù» (Fil 3,8), con la frequente lettura della Scrittura: «Solo alla luce della fede e della meditazione della parola di Dio è possibile, sempre e dovunque, riconoscere Dio nel quale viviamo, ci muoviamo e siamo (At 17,28).

Contemplatio

La contemplazione, profondamente personale, è caratterizzata da assoluto silenzio, indicibile gioia ed estasiante meraviglia e rimane come dono di preghiera dentro di noi.

È un’elevazione, oltre il disincanto e con la consapevolezza di essere distinta dal contenuto logico del proprio pensare, in Dio, della mente attirata sopra di sé, assaporando le gioie della dolcezza eterna: è passare dal finito all’assolutamente infinito.

«La parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori.»

Regola 19

Lectio divina

L’ascolto orante della Parola mediante la lectio divina è uno dei luoghi privilegiati per incontrare il volto di Dio. Si tratta di frequentare con assiduità e disciplina, e in modo sistematico, tutta la Parola di Dio, con una lettura costante e continua, personale e comunitaria, disponendo progressivamente il cuore all’ascolto umile e amante della Parola, alla sua custodia vigile e alla sua obbedienza operosa, tesa a ricercare con vivo desiderio il volto di Dio.
Origene così esorta: «Dedicati alla lectio delle Scritture divine; applicati a questo con perseveranza… Impegnati nella lectio con l’intenzione di credere e di piacere a Dio… Applicandoti così alla lectio divina cerca con lealtà e fiducia incrollabile in Dio il senso delle Scritture divine, che in essi si cela con grande ampiezza».

Attraverso la lectio divina ognuno è chiamato a un incontro personale e appassionante con l’inesauribile mistero di Dio che scuote, interpella, provoca, incanta e che si rivela come l’assolutamente differente rispetto a questo mondo: il solo, l’oltre e il nuovo: il totalmente Altro, verso cui muove profondo il nostro inquieto anelito. A quest’incessante ed elevante bisogno di Dio, Dio sovviene discendendo verso l’uomo, con la sua Parola che è rivelazione in atto, rivelante il rivelarsi di Dio.
Il Concilio Vaticano II raccomanda la lettura della Parola di Dio ed esorta ad apprendere la «sublimità della conoscenza di Cristo Gesù» (Fil 3,8), con la frequente lettura della Scrittura: «Solo alla luce della fede e della meditazione della parola di Dio è possibile, sempre e dovunque, riconoscere Dio nel quale viviamo, ci muoviamo e siamo (At 17,28).

Lectio

La lettura necessita di grande attenzione e di totale disponibilità dinanzi a Dio che parla: «Tu fermati un momento, perché ti possa comunicare la parola di Dio» (1 Sam 9,27).
È ascoltare e accogliere Dio che parla, ma spesso non prestiamo la dovuta attenzione. Ascoltare il Signore con un’attiva disponibilità è principio elevante di una parola eccelsa, superiore, suscitata dallo Spirito di Dio, che parla di Dio e che porta a Dio.

Meditatio

La meditazione è un paziente e diligente lavoro di assimilazione, di analisi e di approfondimento e presuppone una vibrante capacità di riflessione e d’interiorizzazione per modellare pensieri, sentimenti e vita: «Poni le sue parole nel tuo cuore» (Gb 22,22).
È permettere a Dio di modellare la nostra vita su quella del Figlio amato, per parteciparci l’essere figli nel Figlio mediante un rapporto personale concretizzato nell’amore e inaugurato e vissuto da Gesù come assoluta novità di vita che consente di assumere lo stesso pensare, il medesimo sentire, l’identico volere di Cristo Gesù che dona lo Spirito senza misura che ci rende figli nell’eterno Figlio.

Oratio

La preghiera è colloquio con Dio; è ridire a Dio la sua stessa Parola che, pertanto, non è solo al centro dell’ascolto ma è anche al centro della risposta, in rendimento di grazie.

È e dev’essere tutta ispirata e plasmata dalla parola di Dio perché è colloquio con Dio; è ridire a Dio la sua stessa Parola.

Contemplatio

La contemplazione, profondamente personale, è caratterizzata da assoluto silenzio, indicibile gioia ed estasiante meraviglia e rimane come dono di preghiera dentro di noi.

È un’elevazione, oltre il disincanto e con la consapevolezza di essere distinta dal contenuto logico del proprio pensare, in Dio, della mente attirata sopra di sé, assaporando le gioie della dolcezza eterna: è passare dal finito all’assolutamente infinito.

  • «"Figlio dell'uomo... apri la bocca e mangia ciò che io ti do"... Io lo mangiai: fu per la mia bocca dolce come il miele»
    Ez 2,8-3,3
  • «Stabilirò la mia dimora in mezzo a voi e non vi respingerò. Camminerò in mezzo a voi, sarò vostro Dio e voi sarete mio popolo»
    Lv 26,11-12
  • «Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto»
    Gv 15,7
  • «Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria la madre di Gesù»
    At 1,14
  • «Chi potrà salire il monte te Signore? Chi potrà stare nel suo luogo santo?»
  • «Il viaggio continua...»
  • «Berrai dal torrente e i corvi per mio comando ti porteranno da mangiare»
    1 Re 17,4
  • «Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi»
    Ef 5,1
  • «Guadagnarsi il pane lavorando con tranquillità»
    2 Ts 3,12
  • «Sorse Elia profeta, come un fuoco; la sua parola bruciava come fiaccola»
    Sir 48,1
  • «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi,non passare oltre senza fermarti dal tuo servo»
    Gen 18,3
  • «Io vi ho condotti in una terra che è un giardino, perché ne mangiaste i frutti e i prodotti»
    Ger 2,7
  • «Indossate l'armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue»
    Ef 6,11-12
  • «Non vivo più io, ma Cristo vive in me»
    Gal 2,20
  • «Rimanete in me.»
    Gv 15,4
  • «Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vita, così neanche voi se non rimanete in me»
    Gv 15,4
  • «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.»
    Gv 15,12
  • «La rivelazione delle tue parole illumina, dona intelligenza ai semplici»
    Sal 119,130
  • «Prendete il mio giogo sopra di voi»
    Mt 11,29
  • «Ti condurrei, ti introdurrei nella casa di mia madre; tu mi inizieresti all'arte dell'amore»
    Ct 8,2
  • «Erano perseveranti nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere»
    At 2,42
  • «Se davvero gli avete dato ascolto e se in lui siete stati istruiti, secondo la verità che è in Gesù, ad abbandonare con la sua condotta di prima, l'uomo vecchio che si corrompe seguendo le passioni ingannevoli»
    Ef 4,21-24
  • «Nel deserto preparate la via al Signore, spianate nella steppa la strada per il nostro Dio»
    Is 40,3
  • «Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi»
    Gv 15,16